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STORIA INDUSTRIALE DELLA MODA ITALIANA
Max Mara viene fondata nel 1951 a Reggio Emilia da Achille Maramotti, un imprenditore visionario che riesce a coniugare tradizione sartoriale e spirito innovativo. La passione per la moda affonda le sue radici nella famiglia: sua nonna, Marina Rinaldi, era una sarta di talento, mentre sua madre, Giulia Fontanesi, aveva creato una scuola di taglio e cucito. Maramotti cresce in un ambiente dove la cultura del cucito, la precisione artigianale e l’attenzione al dettaglio rappresentano valori fondamentali. Durante un soggiorno di studio in Svizzera, entra in contatto con tecniche industriali moderne che consentono la produzione in serie di abiti, mantenendo però alti standard qualitativi. Questo incontro tra savoir-faire sartoriale e innovazione produttiva diventa il cuore del progetto Max Mara.
Fin dai suoi esordi, Achille Maramotti intuisce che il futuro dell’abbigliamento femminile è nella produzione industriale: capi eleganti, ben costruiti, accessibili e replicabili su larga scala. L’obiettivo è offrire alle donne abiti di qualità sartoriale a un prezzo competitivo, rispondendo alle nuove esigenze di un’Italia in rapido cambiamento.
Stabilimento Max Mara negli anni ’50: operaie in pausa davanti alla sede storica.
1950 - Achille Maramotti nel suo ufficio.
Il modello industriale adottato punta su macchinari moderni, organizzazione efficiente e una visione chiara del prodotto: la donna Max Mara è moderna, indipendente, colta, perfettamente a suo agio in ambienti urbani e professionali.
Negli anni Settanta, in un periodo critico per il settore tessile italiano, segnato da crisi economiche e conflitti sindacali, Max Mara adotta un modello relazionale fondato sul dialogo e sul rispetto dei lavoratori.
In un contesto dove molte aziende subiscono pesanti contraccolpi, Maramotti sceglie la strada della coesione interna e della responsabilità sociale. Questo approccio consente all’azienda di consolidare la propria stabilità industriale e di proseguire nel percorso di crescita, diventando un esempio di equilibrio tra efficienza produttiva, qualità artigianale e attenzione umana. Nel corso dei decenni successivi, Max Mara consolida la propria posizione sul mercato globale con collezioni sempre più riconoscibili, caratterizzate da linee essenziali, tagli raffinati, tessuti pregiati e una palette cromatica sobria ma elegante.
Il cappotto cammello a vestibilità morbida, lanciato negli anni ’80 e diventato simbolo del marchio, incarna perfettamente la filosofia dell’azienda: funzionalità, eleganza e stile senza tempo. La forza del brand risiede nella coerenza estetica, nella qualità senza compromessi e nella capacità di rispondere con continuità ai desideri della donna moderna, diventando un punto di riferimento nella moda femminile contemporanea. Oggi Max Mara non solo preserva i suoi valori fondanti, ma promuove attivamente il proprio patrimonio culturale e identitario.
Nel 2003 nasce il BAI (Biblioteca e Archivio d’Impresa) un centro documentale unico, che conserva disegni originali, fotografie, bozzetti, tessuti, materiali promozionali e testimonianze preziose della storia aziendale. Questo progetto rappresenta un investimento sulla memoria e sulla valorizzazione dell’identità del brand, sottolineandone il ruolo nello sviluppo del Made in Italy. Nel 2007 viene inaugurata la Collezione Maramotti, museo privato di arte contemporanea aperto al pubblico, allestito nella storica sede dell’azienda a Reggio Emilia, a conferma del forte legame tra moda e cultura.
Max Mara AW 1980.
Questo spazio espositivo conferma l’impegno della famiglia Maramotti nei confronti della creatività in tutte le sue forme, offrendo un punto d’incontro tra moda, arte e cultura visiva contemporanea, con particolare attenzione alle nuove espressioni del linguaggio visivo.
L’attenzione verso il talento femminile si esprime anche attraverso il Max Mara Art Prize for Women, riconoscimento biennale destinato a sostenere artiste emergenti attive in Europa. Il premio offre non solo visibilità, ma anche concrete opportunità di crescita professionale, grazie a residenze artistiche, progetti personalizzati e collaborazioni con istituzioni culturali di prestigio internazionale.
Con radici solide nella tradizione sartoriale italiana e una visione fortemente orientata all’innovazione, Max Mara continua a rappresentare uno dei marchi più autorevoli e apprezzati della moda internazionale. Un esempio di come un’impresa possa unire cultura, responsabilità sociale e valorizzazione del talento creativo.
L’identità aziendale si costruisce nel dialogo con il presente, mantenendo vive le proprie radici. La cultura d’impresa si esprime in progetti che vanno oltre il prodotto, legandosi ad arte e creatività.
Abito vintage Maxima by Max Mara, anni ’80.

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