Il Gruppo Marzotto, nato nel XIX secolo come azienda familiare dedicata alla produzione di filati e tessuti lanieri, intraprende dagli anni Cinquanta una profonda trasformazione industriale, diventando protagonista anche nel settore dell’abbigliamento confezionato. Con la celebre frase pubblicitaria “Abitualmente vesto Marzotto”, il marchio conquista la fiducia del pubblico, posizionandosi come sinonimo di qualità, stile e affidabilità. Questa campagna segna uno dei primi esempi efficaci di brand identity nel panorama tessile italiano, contribuendo a creare un’immagine moderna e riconoscibile.Nel corso degli anni Settanta, Marzotto avvia un’importante riorganizzazione aziendale per affrontare un mercato in rapida evoluzione. La struttura viene articolata in divisioni autonome, ognuna specializzata in una linea di prodotto, sotto la guida di un management interno.Tale modello gestionale migliora efficienza e capacità di risposta alle nuove esigenze del consumo. Parallelamente, il gruppo punta con decisione all’internazionalizzazione: mentre la moda italiana inizia a conquistare l’estero, Marzotto si inserisce tra i protagonisti del Made in Italy, unendo tradizione manifatturiera e visione imprenditoriale. L’azienda comprende che il successo passa dall’integrazione tra innovazione stilistica, capacità produttiva e strategie commerciali avanzate. Così, inizia a stringere collaborazioni e ottenere licenze da marchi prestigiosi e stilisti di fama. Gli anni Ottanta segnano una fase di intensa espansione. Nel 1985 Marzotto acquisisce Finbassetti, storica azienda tessile, e il Linificio e Canapificio Nazionale, dando vita a un gruppo dal valore complessivo di circa 700 miliardi di lire.
Nello stesso anno sigla un accordo con Missoni e avvia una collaborazione strategica con Philip Morris per sviluppare la linea Marlboro Classic, un progetto che fonde l’appeal dello stile americano con l’eccellenza manifatturiera italiana, offrendo una visione innovativa e distintiva del casualwear di qualità, pensato per un pubblico dinamico e internazionale.
Nel 1987 il gruppo cresce ancora acquisendo Lanerossi, storico marchio del tessile vicentino, e la prestigiosa maison di Gianfranco Ferré, stilista di fama internazionale noto per l’eleganza delle sue creazioni.
Nel 1987 il gruppo cresce ancora acquisendo Lanerossi, storico marchio del tessile vicentino, e la prestigiosa maison di Gianfranco Ferré, stilista di fama internazionale noto per l’eleganza delle sue creazioni.
Questo passaggio segna l’ingresso diretto nel mondo dell’alta moda, consolidando il profilo dell’azienda come attore integrato, dinamico e competitivo nel fashion system globale.
Negli anni Novanta la strategia si rafforza ulteriormente: nel 1991 Marzotto acquisisce Hugo Boss, marchio leader mondiale nell’abbigliamento maschile di fascia alta, ampliando il portafoglio e affermandosi sui mercati internazionali.
Negli anni Novanta la strategia si rafforza ulteriormente: nel 1991 Marzotto acquisisce Hugo Boss, marchio leader mondiale nell’abbigliamento maschile di fascia alta, ampliando il portafoglio e affermandosi sui mercati internazionali.
Nel 1994 Marzotto amplia la propria filiera tessile con l’ingresso del Lanificio Novà Mosilana, situato in Repubblica Ceca, e del Lanificio Guabello, storico marchio piemontese, puntando su qualità, controllo diretto dei processi produttivi e una forte specializzazione. Si consolida così un modello industriale integrato, capace di gestire tutte le fasi della lavorazione, dalla materia prima al prodotto finito.
Nel 2000 prosegue l’espansione internazionale con l’acquisizione dell’azienda lituana Liteksas, strategica per rafforzare la presenza in Europa orientale e aumentare la capacità produttiva del gruppo.
Due anni dopo, nel 2002, Marzotto compie una delle mosse più significative della sua storia: l’acquisizione della maison Valentino, icona mondiale dell’alta moda e dell’eleganza italiana.
Due anni dopo, nel 2002, Marzotto compie una delle mosse più significative della sua storia: l’acquisizione della maison Valentino, icona mondiale dell’alta moda e dell’eleganza italiana.
L’ingresso del marchio nel portafoglio Marzotto rappresenta un salto di qualità decisivo, aprendo al lusso femminile, alla couture e agli accessori di fascia alta. Nel 2004 il gruppo raggiunge un fatturato record di 1.550 milioni di euro, confermandosi tra i leader del settore.
Nel 2005 viene presa una decisione cruciale: separare le attività legate all’abbigliamento da quelle tessili, per concentrarsi sul core business originario, ovvero la produzione di tessuti, da sempre punto di forza e matrice identitaria del gruppo.
Questa scelta di focalizzazione consente a Marzotto di affrontare le sfide della globalizzazione con maggiore coerenza e visione strategica, tutelando le competenze interne, il patrimonio industriale accumulato negli anni e il rapporto con i clienti storici, fondato su fiducia e continuità.
Il tessile torna così al centro della visione aziendale, ma con un approccio rinnovato, orientato all’innovazione, alla sostenibilità ambientale e all’eccellenza lungo tutta la filiera produttiva.
Marzotto continua a rappresentare un’eccellenza italiana, capace di evolversi senza perdere il legame profondo con le proprie radici e con la cultura manifatturiera che l’ha resa celebre a livello internazionale.
Questa scelta di focalizzazione consente a Marzotto di affrontare le sfide della globalizzazione con maggiore coerenza e visione strategica, tutelando le competenze interne, il patrimonio industriale accumulato negli anni e il rapporto con i clienti storici, fondato su fiducia e continuità.
Il tessile torna così al centro della visione aziendale, ma con un approccio rinnovato, orientato all’innovazione, alla sostenibilità ambientale e all’eccellenza lungo tutta la filiera produttiva.
Marzotto continua a rappresentare un’eccellenza italiana, capace di evolversi senza perdere il legame profondo con le proprie radici e con la cultura manifatturiera che l’ha resa celebre a livello internazionale.