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STORIA INDUSTRIALE DELLA MODA ITALIANA
UNI.MA.C., acronimo di Unione Manifatture Confezioni, nasce nel 1963 con la ragione sociale Ruggeri Manteaux Tailleurs e con sede iniziale a Onè di Fonte, in provincia di Treviso. Fondata dall’imprenditore veneziano Guido Ruggeri, proveniente da una famiglia legata al mondo dell’artigianato e della moda, l’azienda si afferma fin da subito come una realtà dinamica e attenta alla qualità, in un periodo di grande fermento per il settore dell’abbigliamento italiano. La sua missione è quella di coniugare l’eleganza del taglio sartoriale con le potenzialità della produzione industriale, anticipando una tendenza che diventerà centrale negli anni a venire. Nel 1968 UNI.MA.C. trasferisce la propria sede a Vimodrone, in provincia di Milano, dove inaugura un moderno centro produttivo, tecnologicamente avanzato, che diventa presto uno dei più grandi e funzionali del settore.
Anni 1970–1975 – Reparto di rifinitura e taglio dei tessuti presso UNI.MA.C.
Anni 1970 – Interno del reparto confezione di UNI.MA.C.
La nuova sede è progettata per contenere fino a 200.000 capi, una cifra significativa che testimonia l’ambizione industriale dell’azienda. Questo stabilimento consente di migliorare l’efficienza dei processi produttivi e di espandere la capacità operativa, posizionando UNI.MA.C. come punto di riferimento strategico nella produzione di abbigliamento femminile in Italia. Questo stabilimento consente di migliorare l’efficienza dei processi produttivi e di espandere la capacità operativa, posizionando UNI.MA.C. come punto di riferimento strategico nella produzione di abbigliamento femminile in Italia.
Uno degli elementi distintivi dell’azienda è l’introduzione, tra le prime in Italia, di sistemi di automazione applicati ai processi tessili. L’adozione di tecnologie all’avanguardia consente di aumentare la produttività, senza rinunciare alla cura artigianale nella realizzazione del prodotto finale.
Accanto all’innovazione tecnica, UNI.MA.C. si caratterizza per l’utilizzo di tessuti di altissima qualità, provenienti da fornitori selezionati: un impegno che porta l’azienda a distinguersi anche per l’elevato costo delle materie prime utilizzate. Durante gli anni Sessanta, UNI.MA.C. partecipa attivamente alla rete di relazioni industriali che caratterizza il nascente sistema moda italiano. Insieme ad altri importanti gruppi come GFT (Gruppo Finanziario Tessile), Hettemarks, Marzotto e Max Mara, prende parte a iniziative congiunte per coordinare la pianificazione delle collezioni e delle strategie commerciali, in risposta alla crescente diversificazione della domanda e alla complessità del mercato. Questa sinergia tra aziende consente di affrontare con maggiore efficacia le sfide poste dalla modernizzazione del comparto e di consolidare il ruolo del prêt-à-porter italiano a livello internazionale. Alla base del successo di UNI.MA.C. vi è anche una gestione attenta delle risorse umane.
Guido Ruggeri titolare della UNI.MA.C.
La direzione aziendale, guidata da Guido Ruggeri, si caratterizza per coesione, visione creativa e capacità di adattamento, elementi fondamentali per affrontare i cambiamenti rapidi del settore. Negli anni Settanta, nonostante la profonda crisi che colpisce l’industria tessile italiana — segnata da instabilità economica, conflitti sindacali e crescente concorrenza internazionale — UNI.MA.C. continua a investire in innovazione e internazionalizzazione. L’azienda punta a rafforzare la propria presenza all’estero, partecipando a fiere internazionali e stringendo rapporti con buyer e distributori di altri mercati. UNI.MA.C. si conferma così una delle protagoniste del settore moda italiano, capace di interpretare con intelligenza i mutamenti socio-economici del secondo dopoguerra, promuovendo un modello d’impresa che unisce visione industriale, cultura del prodotto e forte identità stilistica.
Anni 1970 – Il magazzino pezze di UNI.MA.C equipaggiato con selezionatore automatico, controllo ottico e linee di taglio e misurazione integrate.
Fashion Service
Via Principe Amedeo 133 A
70121 Bari  info@storiadellaconfezione.it
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